Sulla cima della montagna


Un regalo inaspettato. Hai guardato il  video? mi scrive Maria Antonietta su facebook. Quale? rispondo io. Ma stamattina dormi? incalza lei e mi invita ad andare a vedere sulla sua bacheca. Si tratta del territorio nel quale vivo, il Reventino. Un posto che ospita circa ventimila abitanti e che offre una miriade di bellezze. Siamo nel luogo più stretto della Calabria e abbiamo la grande fortuna di vedere in un solo battito di ciglia il mar Ionio e quello Tirreno, l’Etna e le isole Eolie. Un luogo nel quale circolano le fate e dove i tornanti ci invitano ogni giorno a stare sul pezzo, a credere che i traguardi vanno assaggiati, gustati, mordicchiati prima ancora di essere raggiunti. Vanno corteggiati. Un luogo che puoi vivere dall’alto e dal basso non perdendo mai il senso di infinito. Un luogo che ti invita entrare nell’anima delle persone e della natura con la consapevolezza che bisogna coltivare la libertà di accogliere. Tra monumenti, chiese, aziende che narrano la storia millenaria di questo lembo di terra, c’è anche l’energia della risata ed uno dei momenti più belli che ho vissuto in questo primo anno da “yogi”: il battito del cuore nato all’improvviso con la voglia di lasciare ad ognuno il senso della straordinarietà. E’ proprio vero che passa nel mondo solo quello che lasciamo che accada. La gratitudine è immensa perchè rivederlo mi ha aiutata a riprendermi quel sentimento e a riviverlo come se stesse accadendo proprio in questo momento, attraverso le lettere veloci che scorrono su questa tastiera a formare parole. Le parole, magiche nel loro narrare, sono quelle ancore che ci consentono di rivedere, risentire, riprovare emozioni. Ma anche slanci presenti che da sinistra a destra, passano dalla mente al cuore e con esso si lanciano in altri cuori in una sorta di catena che ci lega consapevolmente e inconsapevolmente a chiunque vi si poggi. Sia il caso, sia la ricerca attiva accade che una frase che scrivi veloce come fossi una lepre, o lentamente come fosse una tartaruga, crea contesti magici di accoglienza. Qualcuno leggerà e sottolineerà il messaggio e da quel momento farai parte della sua vita. Questo qualcuno potrà restare anonimo, potrà entrare nel tuo universo: sta di fatto che l’incontro, ovunque avvenga, creerà un legame ed è questo che è importante. Io sento l’energia, io sono energia: la più importante consapevolezza di questo periodo. Da una settimana segno i sogni della notte per cercare segni e sensi al mio agire. Scene che sembrano appartenere a film diversi, emozioni che cambiano repentinamente, personaggi che si muovono come se fossero padroni del mio vivere o semplici passanti lungo una strada che si mostra gradualmente e che comunque non indica la meta, pur tracciandola. La meta ha bisogno del riposo della notte, dell’energia del giorno, si nutre di luce e di buio. Cerca la compagnia e la solitudine per rigenerarsi. Vuole il dolce per capire l’amaro e l’amaro per gustare il dolce. La meta è come quel filo che lega due montagne, sul quale poggiare i piedi che ti porteranno da un capo all’altro. Entusiasmo e concentrazione: il primo per accendersi, il secondo per raggiungere. Due colori dello stesso arcobaleno. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *