100 di questi post


Sono arrivata a 100 post. Questo
blog è diventato uno dei tanti compagni di viaggio. Se penso a quando pensavo
di doverlo aprire, bè! un pò mi commuove. Come andrà? chi c’entrerà? tantissime
domande su cosa ne sarebbe stato. Oggi ho più domande di ieri: ciò che è
cambiata è la prospettiva. I concetti di prosperità e di abbondanza hanno cambiato
patria; si sono trasferiti nel cuore e lentamente stanno germogliando. Non mi
riferisco alla materialità quanto piuttosto alla spiritualità. Ho scoperto che
tutto quello che nasce dal cuore e trova spazio di espressione nel corpo segue
traiettorie diverse da quelle che nascono imbrigliate nei pensieri che nascono
dalla paura. Le traiettorie del cuore sono sempre più esaltanti, più
coinvolgenti e ti portano sempre in luoghi che non avresti mai potuto scoprire
se non ti fossi affidato alla libertà di essere, al desiderio di fare con
l’ingenuità di un bambino e l’entusiasmo della consapevolezza.
Ripercorrendo
velocemente questi miei personalissimi cento passi virtuali, mi accorgo di
quanto spazio io abbia dato alla motivazione: l’ho affrontata in tanti modi, ho
usato diverse metafore ma posso ben dire che è il fil rouge di tutto il blog.
Nato per pubblicizzare Sognando la meta è diventato qualcosa di più importante:
un appuntamento quasi quotidiano con me e il mio desiderio di “imparare a
nuotare”, di lasciare che la vita affronti l’acqua salata del mare con la
leggerezza di chi sa che è nata per stare a galla, per scendere in profondità,
per ritornare in superficie e godere del calore del sole, del canticchiare
degli albatri e dei gabbiani, del rumore delle onde e del loro profumo intenso.
Io credo che siamo nati per realizzare la felicità: forse non si tratta di
cercarla, si tratta proprio di realizzarla attraverso la cura. La cura di sè,
dell’altro, la cura degli spazi che occupiamo, del tempo che viviamo. La cura
degli incontri che facciamo tutti i giorni, di quelli reali e di quelli
virtuali. La cura dei nostri pensieri e l’accoglimento di quelli che gli altri
affidano a noi. I greci credevano che tutto ciò che nasce dentro di noi è
espressione degli dei che attraverso di noi realizzano la loro essenza. C’è
quindi la certezza greca che Dio abbia bisogno di noi per realizzarsi e che
quindi ciò che noi siamo è sempre espressione di divinità. Ma non siamo delle
macchine a loro disposizione, siamo carne animata che sta nel mondo a
realizzare la bellezza. Siamo realizzatori di bellezza tutte le volte che ci
muoviamo senza aspettative ma solo per il gusto di fare. Il piacere è la
bussola che orienta i nostri passi. Questa bussola non cerca necessariamente il
nord, essa ci guida verso tutti i punti cardinali, perchè sa che ogni
esperienza che facciamo è utile al nostro essere. Così abbiamo una grande
missione, quella di essere noi stessi: tra scelte apparentemente sbagliate e
quelle apparentemente corrette c’è la realtà che ci dice come ci stiamo muovendo.
La realtà non ha necessariamente sede nel pensiero degli altri; la realtà è
quel luogo che non esisterebbe se non ci fossimo noi a percepirla. Anch’essa è
divina: tutto ciò che tocchiamo in qualche modo lo è. Grazie a tutti coloro che
mi stanno leggendo, a chi mi aiuta a migliorare. Grazie a chi mi ha insegnando
che la gentilezza è importante nella vita. Grazie a chi mi ha insegnato la
gratitudine. Grazie alla mia anima che ha cura di me, grazie ai miei errori che
mi aiutano a trovare la rotta; grazie alle persone che sono state nella mia
vita, a quelle che continuano ad esserci e a quelle che verranno. Grazie al mio
cuore che batte incessantemente e che quando si connette con la mente mi sorprende
costantemente per la sua potenza. Grazie a chi resta annidato nel mio cuore e
mi accompagna, a  chi non c’è più con la sua carne ma vive con la sua
anima nei miei ricordi. Grazie al sole che c’è ogni volta che ho bisogno e alla
pioggia anch’essa presente. Io so che qualsiasi cosa accade è per il mio bene e
che non c’è da cercare, c’è da realizzare. So che ogni volta che mi sorprendo
sto scoprendo qualcosa di importante sulla mia vita. So che ogni volta che
lascio alle mie emozioni la libertà di esprimersi accogliendole per quelle che
sono, ho una nuova possibilità di fare il bene. So che desiderare il bene per
gli altri vale molto di più che desiderare il proprio. So che Gesù aveva
ragione quando diceva ama il prossimo tuo come te stesso perché l’amore è lo
strumento più potente che abbiamo per realizzare la felicità. Ama a
prescindere, ama senza pretendere, ama dando tutto quello che puoi, ama
coltivando la libertà. Ama coltivando la cura di te stesso e degli altri. Ama
nonostante tutto. Mentre ami, lascia che accada anche quello che non avresti
voluto e fidati dell’amore che provi perché ti condurrà dove tu dovrai essere.
Ama il sogno, ama la realtà. Perdona e perdonati e vai avanti. Abbi il coraggio
di fermarti ma non stare fermo per troppo tempo. Cerca il piacere e vivi
entusiasmandoti ogni momento. Lì dove pensi non possa nascere niente, lì
nascerà il fiore più bello. Abbi il coraggio di chiedere aiuto e sorridi.
Abbraccia le persone che ami ed anche quelle che non conosci. Sii generoso nell’offrire
la tua benedizione e offri sempre ciò che hai perché l’altro come te realizzi
la sua esistenza. Studia, approfondisci ma privilegia l’esperienza di essere
nel mondo. Apri le porte e sappi che quando vorrai potrai chiuderle e ancora
una volta riaprirle. Prendi il treno che vuoi, l’importante è che tu trovi il
coraggio di andare in stazione. Corri ma anche rallenta il tuo passo: godrai
della velocità ma anche della quiete della lentezza. Segui il tuo sentire e
rispetta quello dell’altro. Respira con consapevolezza e nutri il tuo corpo di
bellezza, gusto e naturalezza. La strada della felicità è già tracciata dentro
di te, bisogna che tu semplicemente la realizzi.
Vi lascio con uno dei video che
più mi ha emozionato nella quattro giorni di Rchard Romagnoli in Calabria
voluti da me e Graziella come regalo della nostra associazione, la Promethes,
alla Calabria. Godetevelo… 🙂

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