L’Etna e lo slancio di continuare


Abbiamo organizzato tutto all’ultimo momento. Era
una cosa che volevamo fare ma che sembrava destinata
a essere vissuta chissà quando. E invece in men che non si dica ci siamo
ritrovate in macchina, pronte per una nuova avventura. La prima cosa che ho
messo nel cassetto della consapevolezza è che quando decidi di metterti in
viaggio, le distanze si riducono, si azzerano. E’ una questione di volontà. La
mia mente sovraffollata di pensieri, si alleggerisce chilometro dopo
chilometro. Niente navigatore, solo intuizioni, perplessità, risate e telefonate ad
hoc al momento giusto per non sbagliare il bivio puntualmente saltato. Anche
perdersi è un’esperienza esaltante: ti fa sudare certo ma ti insegna molto di
più di quello che si pensi. Arriviamo a Taormina spaccando il minuto delle
previsioni: saliamo nella cittadina ed entriamo in una nuova dimensione; le
strade popolate di mondo ci conducono in luoghi affascinanti. Il teatro che si
affaccia sul mare è incantevole.
Salgo la scalinata con la solita voglia di arrivare fino in cima a godermi il
panorama. Le gambe non tremano, mi portano decise sul punto più alto per
concedermi lo stupore della magnificenza della natura che si abbraccia con
l’ingegno dell’essere umano. Fa caldo, il mare è calmo e i colori accendono
emozioni e sensazioni che invadano dolcemente ogni singola cellula del mio
essere. Sono lì a condividere all’altare
dell’imprevisto emozioni che giorno dopo giorno mi stanno aiutando a sentire
attraverso un corpo che sta riscoprendo la bellezza di vibrare. 
 Le
vibrazioni diventano sempre più forti, qualche ora più tardi, man mano che
risaliamo il versante sud di Sua Maestà Etna. Arrivati ad un certo punto ti
senti sulla luna. Ci fermiamo per la strada. Abbiamo la necessità di sentirci
parte di questo vulcano. Cammino sulla sua “sabbia nera” e mentre
salgo più che posso mi soffermo sul rumore dei miei passi sul suo manto. Medito
senza aver cercato la meditazione, mi soffermo sui fiori che mai avrei pensato
potessero nascere lì e su degli insetti che volano all’improvviso per poi
mimetizzarsi con quella che un tempo era fuoco vivo. Risaliamo, io in
particolare ho il cuore colmo di gioia perchè posso continuare a condividere
senza che l’abbia previsto. Arriviamo sui crateri silvestri: quanta meraviglia!
Camminiamo lentamente per goderci ogni singolo istante: guardando in basso
sembra di vedere il fondo di un abisso; guardando verso l’alto sembra di
toccare il cielo con un dito. Davanti a noi si aprono nuovi scenari; ogni
cratere ha il suo fascino, la sua originalità. Scendiamo sempre più giù per
toccare con mani e piedi la profondità e poi rivolgiamo lo sguardo verso chi,
zaino sulle spalle, si appresta a salire ancora più in alto. Arriva il nostro
momento. In realtà, è solo il mio. Mi aspetta una nuova salita, una nuova
prova. E’ ripida, insidiosa, da impiegare tutto il fiato che ho. C’è  un
momento in cui penso di fermarmi. Potrei farlo ed invece mi spingo oltre
me e passo dopo passo, raggiungo la cima. Il sole comincia “la sua
discesa”: io mi godo l’ebrezza dell’altitudine, del respiro che pian piano
si regolarizza; mi godo lo stupore dell’immensità che mi ritrovo ad ammirare.
Sono oltre i 2000 metri e sono felice. Ridiscendo da una strada più agevole e
di nuovo mi emoziono perchè il tramonto ormai alle porte, ridisegna gli
scenari. Cambia la luce, cambia la sensazione. Tutto diventa dorato: il verde
della speranza si abbraccia al rosso della passione e tutto sembra più
chiaro.  E’ più di un’escursione, è una passeggiata dentro un’anima che
si muove alla vita. Ogni strada che percorriamo ci conduce dove abbiamo bisogno
di andare. Trovato il coraggio di fare il primo passo, è necessario alimentare
lo slancio di continuare. Se impariamo a cogliere i segnali che l’Universo ci
invia per aiutarci ad essere felici, ci accorgiamo che ciò che accade è in
accordo con ciò che può renderci completi
. La completezza è fatta di un
NOI, di un incontro tra Io disposti a riconoscersi e ad accogliersi nella
quotidianità. Voglio ritornare sull’Etna a respirare ancora una volta la sua
bellezza, a imparare dalla sua eternità, a godere della sua capacità di far
nascere su di sè alberi e fiori, a vivere l’esperienza profonda del guardare in
basso per accorgersi di essere materia e dell’alzare gli occhi al cielo per
riscoprirsi divini. Tornerò a fare visita a questo gigante perchè è magico,
perchè è lunare, perchè ti dà una meta per offrirti l’oltre meta, perchè le mie
gambe hanno bisogno di sentire di potercela fare, perchè ho bisogno di
respirare la sua immensità, perchè ti toglie il fiato per restituirtelo senza
percepire alcuna stanchezza, perchè ti infonde pace e ti offre l’opportunità di
guardare il mondo da un’altra prospettiva: piccoli e grandi insieme, sempre
vivi!  Tornerò da lui perchè ho bisogno di rallentare il passo e vivere
fino in fondo la certezza di essere quella che sono. Tornerò da lui perchè
quando lo risali sperimenti la fiducia nel suo sostegno e quella nei tuoi
muscoli. Tornerò da lui per sentire più forte la speranza. Tornerò da lui per
riprendermi alcuni pensieri che ho piantato lì, alcune emozioni che ho ancorato
sui suoi lapilli spenti eppure forti, pieni di energia. Un’àncora di amore su
una montagna che vibra di possibilità. Facciamo quello che possiamo e il potere
che sperimentiamo mentre facciamo, è ciò che ci consente di scoprire la verità
che risiede nel nostro cuore.
Come sempre è una questione di amore, di grande
amore! Grazie Sua Altezza Reale, onorata di averti vissuto, onorata di poterlo
ripetere!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *