Intervista di A parole mie a Francesca Michelon 3


Fare la maestra in un reparto di oncologia pediatrica: Francesca tutti i giorni aiuta i bambini a credere nel presente e nel futuro. Quando ho ascoltato per la prima volta la sua storia, ho pensato che dovesse avere una grande forza. Il suo sguardo è dolce, profondo e sincero. La sua voce ti entra dentro e ti mette di fronte a te stesso.

Lei indossa tutti i giorni la speranza. Entra nella sua classe speciale e non fa il suo lavoro. Lei fa molto di più: vive con i suoi bambini, insegna loro e si lascia insegnare da loro. Ognuno ha la sua storia: lei l’accoglie e la trasforma in una favola perchè tutto sia più leggero e perchè qualsiasi cosa accada tutto si compia nella gentilezza, nell’gratitudine e nell’amore incondizionato.

Ha scritto un libro con il quale sostiene le attività che fa all’interno del reparto. Si intitola A scuola in pigiamino. Un acquisto utile e certo: so dove vanno questi soldi e l’amore con il quale vengono investiti.

Io credo in un mondo migliore perchè ho la fortuna di incontrare persone della portata umana di Francesca.

Buona lettura in compagnia di una donna straordinaria.

  • Raccontaci la tua storia

Da bambina giocavo con le bambole a fare la maestra, mi piaceva giocare a spiegare lezioni di argomenti che inventavo.  Da grande ho fatto la maestra. Credo di essere nata con questa passione nel cuore.

  • Perché hai scelto l’insegnamento?

Ho scelto l’insegnamento perché è stata da sempre la mia passione.

  • Cosa significa per te apprendimento?

Quando si apprende si viene a conoscenza di qualche cosa in modo consapevole.  Credo sia importante però capire come si fa ad apprendere e soprattutto come viene trasmesso l’apprendimento e, ancora, quali strategie si mettono in atto affinché tutti gli alunni vengano messi in condizione di apprendere. L’insegnante deve trasmettere il sapere “mettendoci il cuore”.  Se l’alunno “sente” il cuore della maestra apprenderà con meno difficoltà. Perché tra alunno e docente non si intrometteranno lo stress, l’ansia, la paura dell’errore. Apprendere significa quindi prendere ciò che ci viene donato, farlo nostro per farlo girare, condividerlo, ridonarlo.

  • Infanzia e fanciullezza: dacci una tua definizione e come nutrirli

L’infanzia e la fanciullezza: “quel magico tempo che terremo per sempre dentro noi.”

Gli elementi della gioia: ridere, giocare, cantare, ballare, uniti alla fantasia e alla creatività sono fondamentali per nutrire questi aspetti di noi.

  • Quali sono i valori che ti ispirano?Sono ispirata dall’amore che sento per i bambini. Mi piace vedere i loro occhi. Quando capiscono qualche argomento, diventano grandi e luminosi. Adoro quel momento. In quel momento so di aver fatto bene il mio lavoro. A volte i bambini imparano lentamente, hanno i loro tempo, è importante in questi casi sostenerli, incoraggiarli affinché non perdano la fiducia in loro stessi.  Avrei tanti esempi da raccontare per esprimere questo concetto, e ne scelgo uno fra i tanti.
    Un giorno andai a fare scuola in centro trapianti da un bimbo in attesa di trapianto di midollo osseo.                                                                                                                                                                              Quel bimbo di sei anni, pelato, magro e impaurito, frequentante la prima presso la scuola ospedaliera, lo chiameremo Marco. Marco non stava bene quel giorno ma voleva fare qualche cosa. Voleva “fare scuola”.  Gli raccontai  la storia del pinguino che non aveva paura di niente. Poi, costruimmo il pinguino con la carta a disposizione e Marco scrisse la sua prima parola con la matita e la scrittura un po’ incerta: PINGUINO.     Andando via gli dissi “Marco se oggi che stavi così male hai costruito un pinguino così bello e hai scritto, tu potrai fare tutto nella vita.  Oggi Marco è un medico ci frequentiamo ancora e un giorno mi ha detto: ”Maestra  quel pinguino mi ha accompagnato tutta la vita…. anche quando pensavo di non riuscire a prendere la laurea in medicina il pinguino era lì per ricordarmi la mia forza.”
    Un insegnante ha nelle mani un potere enorme!
  • Cosa significa STARE ACCANTO a chi è malato?

Stare accanto è accogliere l’altro. Accoglierlo nella sua interezza compresa la malattia.

Significa essere ricalco, cioè stare nella comprensione e diventare, se e quando  possibile, guida per aiutare il malato a trovare strategie per affrontare il tempo della malattia.

  • Cosa significa per te dare e concedere TEMPO?

Dare e concedere tempo significa mettersi a disposizione senza controllare l’orologio.

Il tempo, durante la malattia ha uno scandire differente. I giorni sono anni, le ore giorni, i minuti ore, i secondi minuti…

  • Cosa significa per te che lavori in Ospedale con i Bambini, FELICITÀ

Lavoro da ventisei anni in qualità di maestra di scuola primaria nel reparto di oncoematologia pediatrica.

Ho visto tanti bimbi combattere la malattia e non vincere…

Ho visto altrettanti bambini, specie in questi ultimi anni, uscire vittoriosi, crescere, diventare uomini e donne meravigliosi.

Ho imparato, in un lungo percorso di crescita personale, a restare in quel delicato equilibrio tra la voglia di piangere per un dolore e la voglia di sorridere e far festa per una gioia.

Sono diventata teacher di una disciplina particolare che amo chiamare Happy Therapy ovvero la Terapia Felice.

In ospedale la attuo portando nelle camere dove insegno con la “Didattica del sorriso”, con la certezza che i bambini possono apprendere anche divertendosi ed in modo gioioso.

Ho imparato a mettere in equilibrio la mia vita, apprezzando ciò che ho.

Qualche tempo fa ho scritto un pensiero, che volentieri condivido:

Oggi sono triste.
Oggi due bimbi del mio reparto sono volati in cielo…
Oggi in me qualcosa si muove e tra le lacrime fa capolino.
In me risuona la voce del mio maestro “LA
FELICITÀ È UNA SCELTA”.
E allora scelgo di essere felice nonostante tutto.
Sciolgo il dolore che è in me. Scelgo di essere felice per portare agli altri bimbi, quelli della stanza accanto, che non sanno, il mio sorriso, insieme ai libri e ai colori e alla musica allegra che ci sostiene, mentre studiamo al ritmo della goccia di chemioterapia che entra nelle loro piccole vene.
Oggi scelgo di essere felice, perché
é l’ultima frase per me di uno dei miei piccoli alunni è stata: “ ti voglio bene maestra” e dell’altra: “mi racconti la storia di Luna  maestra? “
Tengo queste loro parole preziose nelle tasche del camice che indosso in ospedale.
Vado avanti e percorro i corridoi del reparto di oncoematologia spargendo semini di FELICIT
À che lascio a loro, per loro: i miei alunni in pigiamino.

 

  • Raccontaci la storia del tuo libro A SCUOLA IN PIGIAMINO.

Per anni ho raccolto come in un diario le mie giornate di lavoro in reparto, ho riportato su un mio diario frasi che i bambini dicevano, ho conservato i loro disegni, i loro scritti. Un giorno decisi di dare luce e voce a questo materiale che, diversamente, sarebbe finito nella cassapanca dei ricordi.  Così raccolsi tutto ciò che avevo e cominciai a scrivere. Mentre scrivevo sentivo in me le voci dei bambini, vedevo i loro occhi, sentivo il suono della macchinetta della flebo confondersi con i rumori che fanno i colori quando si passano sul foglio nel silenzio di una stanza di ospedale.

Quando il libro fu pubblicato, iniziarono una serie di eventi fortunati e concatenati fra loro che mi portarono in breve a vendere molte copie e a poter realizzare così i miei sogni: far conoscere la realtà della scuola ospedaliera e poter contribuire all’acquisto di materiale didattico per i miei alunni in pigiamino, con lo scopo di offrire loro materiale di alta qualità affinché i loro lavori, anche i più semplici, avessero la veste di un’opera d’arte.

  • PAROLA: in che modo ti aiuta a svolgere il tuo lavoro? Daccene 10 per lasciarci ispirare da esse.

Passione, professionalità, empatia, relazione, amore, simpatia, gioia, tenerezza, leggerezza, creatività.

  • Qual è l’insegnamento più grande che hai ricevuto?Ho capito che non posso dare più giorni di vita ma posso dare più vita ai giorni. Questo è il mio mantra.
  • In che modo è possibile sostenere le attività che tieni in ospedale?Si possono fare donazioni chiedendo il conto corrente della scuola o si può donare materiale didattico portandolo a scuola previ contatti con noi insegnanti.
  • Dove possiamo trovarti (mail, contatti)

francescamichelon61@gmail.com

cell. 339 1220717

FRANCESCA MICHELON


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