Mi sentivo uno spaventapasseri


Mi sentivo uno spaventapasseri.

La depressione mascherata e la necessità di tornare a “casa”.
Riorganizzare il proprio dialogo interiore.
Da spaventapasseri a re della propria esistenza scegliendo.
I libri sono risorse potenti per la crescita spirituale.
Sono illuminanti, forti.
A volte fanno male ma sono sempre al tuo servizio.
Tocca a te leggerli e vedere ciò che è buono, giusto e utile per la tua esistenza.
Mi sono sentita per tanto tempo uno spaventapasseri e ho mascherato il mio senso di inadeguatezza, agendo eseguendo.
Anche i libri mi hanno aiutato.

Puoi leggerli, infatti, a diversi livelli: per conoscere una storia, per distrarti, per identificarti, per trovare soluzioni.

Posseggo moltissimi volumi di favole, fiabe e racconti di tutte le civiltà e ognuno mi insegna cose diverse, in momenti diversi della mia vita.

Da qualche giorno è ritornata nella mia mente la storia di Dorothy e del meraviglioso mondo del mago di Oz.

So perchè e sorrido.

Quante volte ho pensato di essere lo Spaventapasseri?

Nei momenti di estrema fragilità sentivo di non avere alcuna risorsa a mia disposizione. Solo gli altri avrebbero potuto trovare le trecento soluzioni ai problemi che dovevo affrontare. Ho affinato così tanto questa convinzione che per diverso tempo sono rimasta “al palo” a farmi pizzicare dalle cornacchie, pur rivestendo il ruolo del Mago di Oz. Mi sentivo inadeguata e stavo in silenzio rispetto a quel mio sentire. Operavo con il senso di inadeguatezza. Lo nascondevo usando le mie doti: sapevo parlare bene, mi impegnavo, realizzavo, organizzavo. Eppure dentro si era aperta una ferita che faceva male.

Difficile spiegare il tormento che senti e come niente e nessuno riescano ad esserti utili pur amandoti. Entri in un vortice nel quale subentrano il senso di colpa e in questi casi, la conoscenza che possiedi aggrava la tua condizione perchè comprendi ma non riesci ugualmente a cambiare il corso della vita. Ti senti risucchiata e diventi la vittima ed insieme il carnefice. Si innescano dinamiche assurde. Ciò che ottieni è merito di chi ti circonda e non di ciò che fai. La tua presenza è uguale alla tua assenza. Ci sei o non ci sei è la stessa cosa. Questo è quello di cui ti convinci. Perdi il senso profondo dell’importanza di esserci per te e per gli altri.Il tuo dialogo interiore diventa pessimo.

La chiamano depressione. La mia è stata per tanto tempo velata. La mia forza interiore mi ha permesso di non ricorrere a farmaci di alcun genere e di guardare dentro a me stessa con fiducia, uscendo fuori da questi ruoli dicotomici: vittima e carnefice. Che brutto modo di guardare alla realtà.

Così un giorno è arrivata “Dorothy” con il suo fare semplice ed ingenuo e tutto è cambiato. Ho iniziato a narrare A parole mie e a trovare la mia Alchimia Narrativa.

Dorothy voleva tornare a casa dai suoi zii. Il mago di Oz era la sua speranza. Desideravo un cervello. Mi sono incamminata con lei e senza rendermene conto ho cominciato a risolvere diverse questioni che emergevano sulla strada dai mattoni gialli.

Durante il tragitto abbiamo incontrato dapprima l’Uomo di Latta. Innamorato, aveva preso a lavorare nei boschi con maggiore impegno ed intensità. La Strega, assoldata dalla nonna della sua amata, gli aveva tolto gradualmente pezzi del suo corpo. E lui, sicuro di ciò che desiderava, li aveva sostituiti con la latta. Riteneva di aver perso il cuore. Si è messo in cammino con noi. Anche il Boscaiolo mostrò di averlo già il cuore ma non se ne rendeva conto.

Si aggiunse anche il Leone codardo. Ringhiava più forte quando aveva paura. L’unico modo per non far vedere che non avesse coraggio. Eppure anche lui durante il viaggio mostrò di averne da vendere.

Incontrammo diversi ostacoli. Ne ricordo almeno ventiquattro. Tutti abbiamo collaborato, ognuno ha fatto il suo. Io sono diventata re nella Città dello Smeraldo. Il Leone re della foresta. Il Boscaiolo di Latta, re degli Ammicchetti. Dorothy è ritornata a casa sbattendo tre volte i tacchi delle sue scarpette argento.

L’esperienza e il coraggio di viverla li ha investiti del ruolo più alto.

Ognuno aveva dentro ciò che pensava di dover ricevere fuori. Di certo, il fuori è stato necessario per prendere coscienza.

Il meraviglioso mondo del Mago di OZ è una metafora di quello che ci accade dentro, del peso delle convinzioni limitanti e di quanto problemi in apparenza complessi siano in realtà molto più semplici di quanto non sembri.

Questi quattro personaggi sono in realtà quattro elementi fondanti della crescita di ognuno:

  • Lo spaventapasseri rappresenta la razionalità.
  • L’uomo di latta, l’amore.
  • Il leone codardo, il coraggio.
  • Dorothy la fiamma che accende alla consapevolezza.

Insieme queste quattro “sfumature” della crescita consentono l’evoluzione spirituale. Tutto parte perchè Dorothy vuole tornare a CASA e la casa sei tu integrato in questi quattro elementi. Il viaggio con i suoi ostacoli è ciò di cui hai bisogno per comprendere chi sei ed accettare la tua grandezza e la tua capacità magica di esistere. Il Mago di OZ è solo un benevolo imbroglione. Uno che si è nascosto dietro l’illusione per paura di non essere accettato e le due streghe cattive, due anime in pena che hanno confuso il potere di essere con quello di possedere. Le due streghe bianche sono “punti di vista” dai quali guardare la vita. La prima indica la strada dai mattoni gialli e l’ultima la semplicità che devi sentire dentro per conoscerti in profondità.

Ho imparato che avevo bisogno di me per camminare e degli altri per rendere questo cammino entusiasmante. Ho aperto il cuore, creato la giusta comunicazione con il cervello e dato vita conscia alla mia missione attraverso l’azione. Ho incoronato la consapevolezza come imperatrice della mia esistenza ed oggi incontro tanti spaventapasseri che hanno bisogno di credere, tanti leoni codardi che hanno bisogno di mettersi alla prova, tanti boscaioli di latte che hanno bisogno di amare ed essere amati e tante Dorothy che hanno bisogno di comprendere più in profondità.

Tutte queste meravigliose persone imparano ad integrare ed è questo che le rende potenti nell’ESSERE.

 

 

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