Il maestro è un netturbino


Sono tanti i maestri incontrati, riconosciuti e non.
Sono tanti e sono stati tutti fondamentali.
Chi è un Maestro?
Come possiamo riconoscerlo?
Cosa ci insegna?
Guardate alla quotidianità, lui vive lì.

Ognuno ha i suoi maestri da incontrare, seguire, abbandonare e ritrovare.
Ogni maestro ha il suo insegnamento. Riflette una parte di te che va riconosciuta, elaborata, spiritualizzata nella concretezza.
Il maestro ha tante sembianze, usa diversi linguaggi e predispone sfide e ostacolo da superare.
Buona parte del tempo lavora in sordina e si lascia riconoscere quando, giunto il suo tempo, esce di scena.
Non è detto che sia uomo, può essere pietra, animale, elemento della natura.
A volte parla, altre tace, altre ancora agisce.
Può essere sale sulle ferite o balsamo. Può accarezzare o ferire. Può scegliere anche di deludere. In quel caso alza il tiro. Un maestro non dovrebbe mai deludere eppure in alcune occasioni sceglie proprio quella strada. Molte volte si manifesta come allievo, mendicante, bisognoso. Il maestro è creativo: crea, disfa, ricrea.
Ad un certo punto spegne la luce, crea il vuoto intorno a te, ti priva di quei gesti quotidiani di bellezza. Sparisce mentre piangi disperato e affronti una delle sfide più importanti: la solitudine. Ti opponi, sbraiti, ti affanni finché, forse esausto o anche no, molli la presa e accetti di doverci entrare dentro per scoprire qual è l’insegnamento. Vagando nei meandri della tua stessa retorica, sgomitando tra i facili giudizi e i pensieri apocalittici, ti fermi davanti allo specchio e ti guardi dentro. Scendono le lacrime, ti accasci dalla stanchezza, ti addormenti. Passano diverse lune, poi apri gli occhi, riprendi il cammino. Il sole non è mai andato via, avevi bisogno di conoscere la luna. Il maestro ha cambiato forma. Adesso si presenta in una penna, in un talento che ha voglia di esprimersi.
Guardati intorno, guardati dentro. Cerca tra le voci che popolano la tua anima, quella libera da ogni emozione o sentimento negativo. Cerca tra gli sguardi che abitano le piazze della tua interiorità, quello che ti fa vibrare. Cerca gli abbracci che ti hanno accolto e dato vita nuova. Fai spazio e agisci. Il maestro è un netturbino. Quando è a lavoro, non ama farsi riconoscere. Coltiva l’amore, ripuliscilo delle distanze create dalla paura, dalla rabbia, dall’orgoglio, dalle incomprensioni. Coltivano portandolo in ogni tua cellula, tutti i giorni. Se indossi la corazza, sarai sempre in guerra a dovere attaccare e difendere. Indossa al contrario pochi abiti leggeri e fai, ama, crea, espandi la tua energia. I maestri? Ovunque e da nessuna parte.

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