La metafora in psicoterapia


La Metafora in Psicoterapia

Tutti i rapporti funzionano quando si costruisce un codice intimo di comprensione, un linguaggio comprensibile nella dimensione del noi che facilita l’empatia e lo scambio reciproco.

Ogni codice linguistico ha bisogno del suo tempo per “essere registrato” e diventare un filtro attraverso il quale comunicare in modo efficace il proprio sentire.

La costruzione implica osservazione, pazienza, tentativi e riorganizzazioni costanti. Una volta però assimilato diventa il marinaio che guida attraverso e oltre ogni tempesta.

La metafora, la cui etimologia greca indica il portare oltre, è uno strumento potente per entrare nei meandri nascosti e protetti dell’inconscio e consentire la risalita di sentimenti, emozioni e pensieri che bloccano dal di dentro la comunicazione con se stessi e con gli altri.

Saggia e focalizzata, è come la freccetta che lanci al centro del bersaglio. Avvia processi di cambiamento profondi.

Utile per suggerire soluzioni, mobilitare le risorse della persone e riorganizzare situazioni difficili da affrontare, riesce a favorire un dialogo autentico.

Ascoltarle e scriverle è un ottimo esercizio quotidiano per cogliere quelle sfumature della realtà che consentono lo sblocco di condizioni davvero complicate da affrontare. Stimola il processo creativo, l’immaginazione e la fantasia, crea connessioni con elementi, solo in apparenza lontani l’uno dall’altro, e favorisce l’insight, l’illuminazione del campo della soluzione.

Come un faro, nel suo processo circolare di focalizzarsi sul mare e su qualsiasi cosa raggiunga, permette di fare uscire dal “buio” la soluzione, la cura che si cerca per armonizzare ogni aspetto della propria esistenza.

Come scrivevo sopra, è un esercizio. Non è detto che sia semplice, è certo però che sia utile.

La uso in modo costante nelle psicoterapie per raggiungere l’essenza di alcuni nodi problematici. Me ne servo nei contesti formativi perchè mi aiuta a far comprendere meglio i concetti e soprattutto come usare gli strumenti che dò per continuare il cammino.

Quando riesci a scrivere una metafora, trattieni, crei traccia di un’essenza magari criptica per molti ma chiara per te stesso e per gli obiettivi che vuoi raggiungere. Ecco quindi che nascono con essa delle narrazioni che toccano l’Anima e le consentono di evolvere, crescere, creare strade dritte tra mente, cuore e corpo che altro non sono se non conoscenza, relazione e azione.

Questi tre elementi non hanno confini, lavorano in sintonia come un flusso costante. Quando l’acqua incontra un sasso, devia il suo fluire. A volte il sasso è collocato nella conoscenza, altre nelle relazioni, altre ancora nelle azioni. Ma l’acqua è acqua. Il suo destino è fluire accogliendo il sasso, lasciandosi guidare dalle sue informazioni.

Cosa accade quando blocchiamo il flusso dell’acqua? Si crea un accumulo stagnante che riverbera e amplifica le emozioni togliendo loro l’insegnamento e trattenendone in senso patologico l’intensità. Questo fa si che si ripetano gli stessi dialoghi, gli stessi pensieri, gli stessi scenari creando condizioni di “soffocamento animico”. Possiamo bloccare la conoscenza, le relazioni, le azioni. Ad ogni livello, determinate conseguenze.

Le persone possono esitare dal fare, per convinzioni limitanti. Possono evitare relazioni per quelle che hanno fatto soffrire in passato. Possono avere il timore di agire per le conseguenze che si ritiene di aver subito per alcune azioni compiute.

In tutti e tre i casi si crea una disarmonia che impatta in modo significativo sulla propria vita abbassandone di misura la qualità.

L’acqua tuttavia lavora anche a livello sotterraneo. Per cui, anche se blocchiamo “sopra”, nel suo letto, lei penetra sotto e continua il suo viaggio verso l’Oceano. Come il fuoco nel vulcano. L’assenza di un’eruzione non significa assenza di lavorio interno, anzi.

La metafora crea una nuova comunicazione con quel flusso sotterraneo e permette un’incanalazione armonica, ciò di cui abbiamo bisogno per non essere soggiogati dagli eventi ma non solo controllarli, addirittura DETERMINARLI.

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Ad esempio, in questa narrazione, uno degli obiettivi è far comprendere quanto siamo utili l’uno all’altro quando si esce dall’ego.  Soddisfare i propri bisogni è importante ma deve essere ecologico, vale a dire, deve creare condizioni di benessere per tutti. Ne evidenzio uno a titolo di riflessione ma i livelli di interpretazione e di utilità sono tanti (fiducia, rispetto, problem solving, focalizzazione, altruismo, spostamento del focus, ecc).

 

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