Il Pentagono dell’Armonia: chi sa giocare, apprende, comprende, evolve.


Se vuoi essere in armonia con te stesso,

costruisciti gli strumenti.

“Ne ho costruiti un pentagono”: psicologia, psicoterapia, scrittura, boccaccio, mandala delle parole.

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Vi racconto il viaggio, come ho costruito i miei strumenti di armonia e quali benefici ne stanno traendo le persone che scelgono di “allenarsi” con le parole per scoprire se stessi e stare in armonia con il mondo.

Ricordate, ognuno ha il suo pentagono magico!

La prime due cose che ho fatto sono state diventare Psicologa e poi Psicoterapeuta.

Volevo conoscermi in profondità ed usare questa esperienza per essere utile agli altri. Un percorso accademico di 9 anni durante i quali ho sperimentato l’autonomia di pensiero, azione ed economica. Ho viaggiato a lungo dentro alle mie credenze e alle mie convizioni. Alcune le ho consolidate, altre le ho eliminate, altre le ho create. La psicologia mi ha aperto le porte alla libertà. Molte delle lezioni le ho imparate più in là nel tempo. Ma devo dire che questo approccio alla vita, questa ricerca costante dell’armonia e della salute, ha disegnato nuovi orizzonti prima umani e poi professionali.

Io amo la psicologia. L’ho amata subito, sin dal primo momento. Ho studiato migliaia di testi, sono entrata nel pensiero e nelle azioni di molti psicologi, psicoterapeuti e pensatori. Sono stata attratta più da alcuni che da altri, ma ho ascoltato tutti. Ed alcuni di quelli “scartati”, nel proseguo della mia esperienza si sono rivelati grandi Maestri. Da qui la lezione di ascoltare tutti. Ognuno ha il suo insegnamento da dare.

Il passaggio alla psicoterapia c’è stato quando ho rafforzato la fiducia in me stessa. Non l’ho usata subito. Ho avuto necessità di comprendere meglio e quando è stato il momento si è innescata l’alchimia. Ho appuntamenti continui e percorsi individuali che mi mettono a dura prova d’amore. Si, direi che la psicoterapia è una forma di amore, di munay. Oltre alle “tecniche”, c’è quella forza di volontà che muove l’amore per l’altro, perchè stia meglio, perchè si apra al mondo con maggiore sicurezza, perchè trovi la sua strada, o se trovata, abbia il coraggio di percorrrerla. Ed è sempre emozionante vedere i progressi, ricercare quei micro-passi di “guarigione” che spingono a realizzare e realizzarsi.

La domanda “Chi sono io”? è complessa da sempre, da quando l’uomo è “atterrato” su questa terra. Come scoprirlo? Come si fa a scoprire chi siamo? Cosa possiamo fare? Basta il pensiero? La risposta è no. Il pensiero non basta eppure è essenziale. Ci vuole un viaggio chiamato sperimentazione. Sperimentarsi, azzardare senza necessariamente aver raggiunto prima la perfezione. Nel cammino, le risposte.

Ho applicato la psicologia e la psicoterapia al contesto della formazione.

Dal singolo al gruppo con tematiche specifiche per raggiungere i propri obiettivi. All’inizio ero più sul versante accademico, poi pian piano, attraverso la Laughter Therapy e altre tecniche che mi hanno aperto alla comprensione di come funzioni l’energia, ho iniziato a integrare e a creare qualcosa che mettesse insieme psicologia, spiritualità e concretezza.

Le persone, che vengano in psicoterapia o che vengano in formazione, desiderano avere degli strumenti concreti che li aiutino a fare il loro giro di boa.

Così è arrivata la terza cosa, la Scrittura.

Dai cinque anni in su ho sempre scritto fino al primo libro (Ritorni Prometeo). Anch’essa è cambiata nel tempo. Anche lei è passata da essere “standard” ad essere più introspettiva, spirituale, terapeutica. Arrivata ad un certo punto, dopo il primo romanzo Sognando la Meta, è diventato uno strumento di guarigione. Ad un passo da noi, il terzo, è stato illuminante e determinante. Da allora, uso la scrittura per me e per gli altri, in senso terapeutico e questo ha dato luce a tanti cambiamenti.

La scrittura mi ha portata al Boccaccio, la quarta cosa.

In italiano, contenitore, in dialetto calabrese, boccaccio. Ho preferito questa parola ad altre per l’emotività e l’abbondanza che mi genera. Dentro ho messo tutte le parole positive di cui avevo bisogno. L’ho chiuso e riaperto agli altri in nuove avventure psicoterapiche e formative. Si è creata un’alchimia profonda e magica, difficile da spiegare. So che il “pescaggio” produce frutti di abbondanza. I feedback che mi arrivano sono continui. Con il Boccaccio, ho iniziato un nuovo viaggio.

La pesca quotidiana mi permette di comunicare dal vivo e virtualmente con tante persone e di riflettere sulle tematiche della crescita personale. Grazie ad essa, riesco non solo a spingermi in avanti ma anche a costruire delle alchimie di pensiero che mi spiegano meglio cosa è successo in passato e come potrebbe evolvere nel futuro. Diversi gli esercizi di Presenza che faccio e faccio fare. Molteplici i benefici in termini di focalizzazione e concentrazione. Gli esercizi del Bocaccio sono essenzialmente GIOCHI. Il gioco è una dimensione fondante dell’armonia.

Chi sa giocare, apprende, comprende, evolve.

Lo sto portando ovunque e a chiunque.

Il Boccaccio e le sue evoluzioni mi hanno portato alla quinta cosa: il Mandala delle Parole.

Un altro gioco, un altro modo di mettere in movimento le parole e creare nuove alchimie e comprensioni profonde sul chi sono e come posso fare per realizzarmi.

Carta, forbici, pennarelli e colla: praticamente si ritorna all’Asilo, in quel luogo in cui ci si sperimenta con le mani, il cuore e la mente e si costruisce.

Costruendo, ti illumini e illuminandoti capisci.

Cinque strumenti di crescita personale, un pentagono magico in cui la relazione umana rimane il luogo privilegiato di ogni possibilità concepibile. Non ho inventato nulla, ho creato connessioni personali e professionali che mi aiutano ad essere utile a me stessa e al mondo.

Allora, cosa ti mette in armonia con l’Universo?

Gli strumenti che sei in grado di costruire.

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