Serendipità è Kanay: il potere di creare la realtà


Il caso non esiste, ripete il Maestro in Kun Fu Panda riprendendolo dalle più antiche tradizioni esistenti. Il gioco è sempre lo stesso: pesco le parole e ci rifletto sopra. A volte, vado a cercare il significato e l’etimologia, altre, mi affido all’immediatezza. Dipende da ciò che mi arriva in quel momento.

Le parole che costituiscono il titolo dell’articolo vengono dalla pesca odierna: una per il gruppo chiuso su facebook A parole mie, l’altra per una mia amica che qualche mese fa mi ha chiesto questo “rito quotidiano”.

Entrambe sono legate a questo mio periodo storico e credo siano molto utili per offire delle riflessioni per il benessere psicologico e la crescita personale.

Serendipità per wikipedia è un termine che indica “la fortuna di fare felici scoperte per puro caso e, anche, il trovare una cosa non cercata e imprevista mentre se ne stava cercando un’altra”.

Kanay, invece, è un termine di tradizione inca. Si riferisce al potere dell’essere, alla capacità dell’essere umano di generare, manifestare, creare energia.

La riflessione nel gruppo è la seguente: ” Io credo non si tratti né di caso né di fortuna ma di connessione profonda con il “campo”. Gli incontri felici sono coltivati nel tempo, in una mente che si “accomoda su un dato pensiero” e ci sta con l’emozione giusta finché non si manifesta. È kanay, si direbbe tra gli Inca, vale a dire, il potere di manifestare e creare l’energia. L’ho pescata stamattina per la mia amica. Stessa cosa dicasi per le cose trovate ma non cercate in quel momento. Ogni volta che mi è accaduto, quella cosa mi serviva o per quello che stavo facendo o per altre attività, comunque in corso, in quel periodo”.

Il benessere psicologico si costruisce giorno per giorno proprio nel processo di “accomodamento” della mente a pensieri costruttivi. La creazione avviene per sentire. La mente deve poter sentire, provare sensazioni viscerali, per poter creare la realtà. Emozione e pensiero sono strettamente legati. Capire questo, allenarsi su questo, significa entrare nella vibrazione quotidiana della serendipità, che altro non è se non kanay. Una visualizzazione, tanto in voga nel settore della crescita personale, non produce risultati se non è “sensazionale”, vale a dire capace di generare sensazioni ed emozioni di ciò che vogliamo che accada come se fosse già successo.

Allora questa mattina, come sempre ormai da quando mi alleno con le parole e le riporto su un piano psicoterapeutico, è successo proprio questo.

C’è cambiamento, quando c’è allenamento. Tutto si ottiene creando “programmi” costruttivi e non limitativi.

Costruire significa edificare la serenità e per farlo bisogna “stare sul pezzo” ogni giorno, qualsiasi cosa accada.

Vengo da una formazione molto interessante con Gregg Braden e Bruce Lipton e da allora sono immersa nella lettura dei loro libri e nell’elaborazione di quanto appreso. In psicoterapia, il lavoro più grosso sta in effetti, in ciò che dicono questi scienziati, “disinstallare programmi arcaici e disfunzionali” e crearne di nuovi che siano flessibili, diretti, concreti e semplici.

La mente ha bisogno di essere innamorata per creare. Più batte dentro di lei questa vibrazione, più è capace di compiere miracoli. Lei non sta in un organo, lei è in ogni cellula di questo universo. Non è solo corpo fisico ma tutto ciò che esiste. Creando coerenza vibrazionale, si innescano circuiti biologici ed emozionali capaci di manifestare la realtà, essendo consapevoli di esserne i Creatori (come sostiene il medico Bruce Lipton). Ecco allora che rendendo fluidi i “collegamenti” e le “comunicazioni ” tra tutte le cellule, tutto il Bene non che immagini e basta, ma che senti visceralmente mentre immagini, accade. Due gli organi macroscopici, cervello e cuore: ritorniamo a farli “parlare“: questo il messaggio di Gregg Braden.

E la PAROLA deve avere determinate caratteriche perchè il messaggio arrivi al giusto indirizzo. Questa è la strada che seguo in ogni gesto personale e professionale che compio. In essa il POTERE di manifestare.


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