Mondi Paralleli: handwriting is brainwriting


Mondi Paralleli è un racconto scritto a quattro mani con Giuseppe Folino, un ragazzo di 13 anni. L’incontro tra un adolescente che vuole scrivere un racconto ed una psicoterapeuta appassionata di scrittura ha avuto evoluzioni emozionanti. Il dialogo e la scrittura tra un minorenne ed un adulto aprono varchi di comprensione profonda e diventano occasioni per contagiarsi di buona energia partecipando l’uno del sogno dell’altro.

Avevamo lo stesso sogno: scrivere un racconto e condividerlo.

Abbiamo ottenuto come risultato che abbiamo compreso di più noi stessi.

PERCHE’ ABBIAMO INIZIATO QUESTO LAVORO SCRIVENDO A MANO?

Oggi mi piace condividere con voi  questa decisione.

Il primo passaggio è stato: “scrivi a mano”. Ecco alcuni perchè.

La scrittura è un atto evolutivo, cosciente e volontario. Una manifestazione di un bisogno dell’essere umano che ha fatto si che si diffondesse ovunque, a prescindere dalla reale possibilità dei popoli di entrare in contatto. Atto carnale, sensoriale, psicomotorio, rivela le caratteristiche di personalità di un individuo, la sua intelligenza emotiva, le sue convinzioni. E’ una manifestazione delle dinamiche interiori, del dinamismo psichico ed emotivo dell’essere umano.

Con la scrittura l’essere umano non solo crea traccia di sè ed un ponte con l’altro ma forma se stesso.

Un atto volontario, quale è lo scrivere, diventa un mezzo potente per liberare il sentire interno e consentire che esso si canalizzi e trovi soluzioni che altrimenti resterebbero ingabbiate nello psichismo non elaborato.

Scrivere a mano è ancora più potente.

Si dice: “Handwriting is brainwriting“: la scrittura a mano è la scrittura del cervello. Le connessioni cervello-mano ci dicono molto della qualità di vita di un essere umano. Ci raccontano anche delle sue potenzialità creative e di quanto attualizzarle significhi anche favorire i processi decisionali.

La scrittura è un veicolo della scelta, mediato dalla creatività quale espressione della fantasia, dell’emotività, dello stato attuale, di quello desiderato, dei blocchi da sbloccare e dei poteri personali da sviluppare.

I primi a scrivere furono i sacerdoti ed in effetti la parola geroglifico è di derivazione greca. E’composta da due termini: sacro e incidere. Fu quindi subito legato a qualcosa di magico, di alchemico, capace di creare tracce, contatti.

Contatto è una parola importante.

La scrittura è contatto. Un contatto diretto con la propria interiorità attraverso la penna e il foglio, dove esprimiano ciò che siamo, costruendo al momento.

La bellezza della scrittura a mano è che sei sempre in fase di costruzione. Le lettere esigono di esistere e la mano esige di manifestarle in tratti grafici, evoluzioni dei più arcaici pittogrammi.

Sia il gesto dello scrivere che il segno grafico sono espressione tanto di un inconscio e di una evoluzione collettiva quanto di un inconscio e di una evoluzione individuale. Tutto ciò che è evolutivo ha a che fare con la salute psicofisica e con i tentativi quotidiani che facciamo per stare bene.

Così la scrittura è uno strumento di conoscenza di sè stessi.

La scelta di scrivere a mano è derivata quindi da queste considerazioni. Darsi l’opportunità di stimolare ancor meglio la creatività lavorando attraverso il racconto, su se stessi e il proprio sogno di scrivere. La storia che ne è derivate è soprendentemente semplice. Ma questo è un altro argomento.

Il consiglio, quindi, è:

scrivete a mano e rintraccerete molte delle vostre dinamiche.

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