DAL COVID 19 ALLA COVIDA 20: il discorso di Edi Rama in un altro linguaggio 4


DAL COVID 19 ALLA COVIDA 20: il discorso di Edi Rama in un altro linguaggio

Da anni studio il potere delle parole, da sempre trovo conferma di quanto siano fondamentali per determinare il destino di ognuno e dell’intera umanità. Le curo, cerco le forme migliori per me perché questo mi aiuta a scardinare quelle convinzioni che limitano il mio illimitato potere creativo. Si, illimitato. Ogni essere umano ha un potenziale illimitato che oscura spesso con una serie di automatismi di cui in buona parte ha perso memoria cosciente, delegando, in tutto e per tutto, la loro manifestazione al subconscio.

 

La stessa OMS (organizzazione mondiale della sanità) per evitare la stigmatizzazione di popoli, luoghi e di categorie di persone, con le conseguenze negative che essa comporta a più livelli, ha inteso chiedere agli scienziati di usare “termini descrittivi generici, in base ai sintomi, a coloro che colpisce, alla sua gravità o stagionalità”.

 

I termini che dovrebbero essere evitati nei nomi delle malattie includono aree geografiche (es. West Nile virus, febbre della Rift Valley), nomi di persone (ad esempio Malattia di Creutzfeldt-Jakob, malattia di Chagas), specie di animali o alimenti (ad esempio influenza suina, influenza aviaria), riferimenti culturali, di popolazione, industriali o professionali (ad esempio legionari) e termini che incitano alla paura indebita (termini quali sconosciuta, fatale, epidemia)”. (fonte: https://www.unisr.it/news/2020/2/nuovo-coronavirus-cambia-nome-covid-19-e-perche-importante-rinominarlo)

 

Per cui COVID 19 significa CORONA VIRUS  DISORDER (malattia)19 (anno di comparsa). Corona per la forma che questo microscopico soggetto biologico a carattere parassitario (per la sua incapacità di essere autonomo) ha e che ricorda per l’appunto una corona. D sta per disorder (malattia) e 19 sta per 2019, anno della comparsa.

 

È già un punto di partenza, anche se, la genericità perde il dettaglio della categoria, e si estende al tutto. Di fatto, però, è una presa di coscienza di come una parola possa essere potentemente sia distruttiva che costruttiva.

 

Continuando con la riflessione sull’uso della parola atterro sui social. Sto cercando informazioni ed ispirazioni per poter essere utile dal punto di vista emotivo e psicologico.

 

Leggo su un post di facebook dell’invito di Gregg Braden, un autore di fama internazionale che mi piace molto, di sostituire l’etichetta tanto nominata in questi giorni con CO-VIDA 19: collaboriamo alla vita. Approfondisco. Mi piace allargare le mie riflessioni. Per il mio spirito di bambina, sono delle caccie al tesoro con mappe da decifrare tanto con la ragione quanto con l’emotività e l’istinto. Cervello corticale, cervello limbico e cervello rettiliano in sinergia. Quando si crea disordine, (entropia) bisogna adoperarsi per creare ordine (sintropia). Ed in effetti, è quello che sta succedendo ora, sia a livello microscopico e individuale, che a livello macroscopico e collettivo.

Un agente parassitario, di semplice composizione, sta sconvolgendo un sistema complesso che evidentemente ha creato un humus attraente perché esso potesse attecchire e creare quello che sta creando.   

 

Cerco dunque, anche in altri campi, possibili sfumature che altrimenti sfuggirebbero se restassi sempre, solo e soltanto nel mio “orto di conoscenza e competenza”. Cerco dentro e fuori, qui ed altrove. Per cui, amando lo spirito dei numeri, un po’ meno le sue operazioni commerciali, ed essendo molto affascinata dai saperi che li indagano da secoli, girovago sul web e cerco lo spunto che mi serve per continuare le mie riflessioni.

 

Nel sito Il giardino degli illuminati (https://www.ilgiardinodegliilluminati.it/significato-dei-numeri/numero-diciannove/) il numero 19 è associato a questo significato: “Il numero Diciannove è associato a una vita precedente caratterizzata sia da ruoli di comando che da azioni coraggiose. Espressione di una incisiva personalità, il numero Diciannove è alla continua ricerca di originalità e indipendenza. Il numero karmico Diciannove, inoltre, si distingue per una forte ambivalenza. Le persone caratterizzate da questo numero, infatti, tendono a essere dominanti o aggressive quanto intimorite e prive di forza di volontà”.

 

Pare una fotografia di questi tempi: un movimento continuo tra il voler essere dominanti su qualcuno o qualcosa e la mancanza per timore della forza di volontà. C’è, dunque, chi domina e chi ha paura. Ed in effetti, questo atteggiamento dell’uno e dell’altro ha fortemente indebolito sia il singolo che l’intera umanità.

 

Curiosa come sempre,e sempre speranzosa verso il futuro, rivado nel sito e cerco il significato del numero 20. Fantastico.

“Per determinare il significato del numero Venti dobbiamo ricorrere alla Numerologia dove scopriremo che questo è collegato al significato del numero Due. La Numerologia, ci dice, infatti, che effettuando la somma delle due cifre che compongono il 20, come risultato abbiamo proprio il numero Due, ovvero, 2+0=2. Per comprendere, quindi, il significato di questo numero andiamo a scoprire l’interpretazione del numero Due. Il numero Due, nella Numerologia ortodossa, rappresenta la dualità e l’unione di due elementi. Il Numero Due e quindi anche il numero Venti si erge, quindi, a simbolo dei rapporti relazionali, associativi e diplomatici. Il 20 inoltre è considerato il numero della vita di coppia. La relazione con il Venti è caratterizzata da un elevato grado di intimità e partecipazione. Sensibile e consapevole, la persona di questo numero è predisposta, ove necessario, a porgere sostegno al prossimo, oltre che a se stesso, dimostrando amicizia, comprensione e tatto in tutti gli aspetti della vita quotidiana”.

Il numero venti suggerisce l’unione di due elementi.

Sottolinea l’importanza dei rapporti relazionali, associativi e diplomatici, del grado di intimità, della partecipazione e della predisposizione a porgere sostegno al prossimo. Più che ottimo. Ed in effetti, cosa sta succedendo adesso? Su che cosa ci stiamo concentrando? Quali gesti ci mancano di più? Quali abitudini? Buona parte di esse riguardano il contatto dal vivo, in carne ed ossa. Riguarda una sensorialità che vuole esprimersi, una carnalità che vuole manifestarsi. E riguarda le priorità della nostra esistenza, i rapporti più intimi, i progetti e come li abbiamo curati.

Quindi, che queste ricerche numerologiche, siano o meno scientificamente provate , capite bene che ci danno una chiave di lettura interessante. E a me, questo interessa, che avvii dentro di me considerazioni utili.

Il dato che ne traggo è che bisogna uscire dalla dinamica “dominio-sottomissione” per entrare in quello della “relazione solidale”. E a questo punto, entriamo nel mio campo, quello della psicologia. Per quanto, è dalla prima parola che ci sono dentro.

Da quando ho compreso che il potere di un essere umano sta nella sua capacità di trovare soluzioni, io le cerco in ogni dove e sapere, riconducendoli poi ad una mia chiave interpretativa, quale espressione del lavorio interiore. L’intento è essere libera dal giudizio e al servizio della giustizia, intesa più che in termini di articoli e comma, come manifestazione della verità di ognuno.

Suggerisco dunque, prendendo spunto ed essendo grata al post con la proposta di Gregg Braden, l’etichetta CO-VIDA, aggiungendo il 20 al posto dell’altro numero.

Da oggi, CO-VIDA 20, evoluzione nel bene del precedente. Evoluzione con aggiunzione nella “coda” di A di armonia, amore e della progressione numerica, alla quale adesso possiamo scegliere di dare un dato significato. La D perde il suo significa di disorder, malattia, e ridiventa armonia con la vocale. Un semplice gioco linguistico che però ha una valenza di àncora positiva da cui può anche derivare un rafforzamento dell’atteggiamento proattivo da assumere per superare più velocemente ogni tipo di disordine (entropia) in favore di un nuovo ordine (sintropia).

L’ulteriore passaggio, è la ritraduzione in linguaggio CO-VIDA 20 del commovente discorso di Edi Rama. Ha toccato il mio cuore e poi rileggendolo ha toccato pure la mente che, abituata ormai come sono a stare focalizzata su parole di potere emotivo ad impatto costruttivo, ha richiesto subito una rivisitazione.

Nel breve testo compaiono tante negazioni ed è tutta improntata sulla metafora della guerra con tutti gli scenari di paura che essa avvia in ogni singola persona.

La scienza ormai ha confermato che il perdurare di un’intensità così elevata di questa emozione, abbassa le difese immunitari rendendo più essere umani più permeabili ad eventuali agenti patogeni. L’aggravante è che poiché mantiene toni allarmanti, sta già buttando l’amo nel dopo, avviando scenari di ansia generalizzata, depressione, disturbi post traumatici da stress, disturbi del ciclo sonno-veglia, disturbi ossessivi compulsivi e tutto ciò che psichicamente ed emotivamente terrà parte della popolazione mondiale abbarbicata sul terrore del contatto, provocando per conseguenza un perdurare di condizioni di abbassamento delle difese immunitarie, individuali e collettive, tali da trainare verso nuove e più sofisticate forme pandemiche. Ciò è assolutamente intollerabile.

Sappiamo che possiamo fare la storia attraverso il nostro atteggiamento. Teniamolo bene a mente.

L’intento di Edi Rama e la solidarietà dell’Albania sono straordinarie. Ci mandano le loro risorse proprio come fa il nostro corpo: quando c’è un’infiammazione in corso, immediatamente vengono rilasciate delle informazioni di cura, un assembramento d’amore. Un po’ come accade in alcuni paesi africani: quando qualcuno sbaglia, il popolo si riunisce intorno a lui e gli trasferisce tutto l’amore di cui è capace con le migliori parole del loro dizionario.

Perché, l’amore è salvifico come la gratitudine, la gentilezza, la commozione, l’empatia, la speranza e tutti i sentimenti di bellezza che siamo capaci di manifestare in noi stessi e nei confronti degli altri.

Per favore, vi imploro, prendiamo atto, rendiamocene consapevoli, diventiamone manifestazione in ogni momento della nostra vita. Mia nonna, quando venne il momento di lasciare il suo corpo, usò parole d’amore. Evitò quelle della paura. Al figlio maggiore disse: “primo fiore della mia vita”. Emozionante vero? Facciamo che impariamo a nutrire la nostra vita di questo tipo di atteggiamento e di parola perché è potente. Troveremo un mondo che ci richiederà molta più consapevolezza e intelligenza emotiva e spirituale perché bisognerà costruire un sistema più sofisticato e su pilastri diversi da quelli sui quali abbiamo eretto questa società. La forbice tra ricchi e poveri ha allargato le maglie della nostra salute e l’ha resa più suscettibile. Bisognerà re-imparare a tessere al telaio, a ordire con grande senso di solidarietà.

Giuro, adesso mi concentro sul testo di Edi Rama.

Il discorso di Edi Rama NEL LINGUAGGIO COVIDA 19 – CHIAMATA ALLA GUERRA

Quello originale:

 

“Lo so che a qualcuno qui in Albania sembrerà strano che trenta medici e infermieri della nostra piccola armata in tenuta bianca partano oggi per la linea del fuoco in Italia. So che trenta medici e infermieri non risolveranno il rapporto tra la forza micidiale del nemico invisibile e le forze in tenuta bianca che lo stanno combattendo sulla linea del fuoco da quella parte del mare. Ma so anche che laggiù è oramai casa nostra da quando l’Italia e le nostre sorelle e fratelli italiani ci hanno salvati, ospitati e adottati in casa loro quando l’Albania versava in dolori immensi. Noi stiamo combattendo lo stesso nemico invisibile e le risorse umane e logistiche della nostra guerra non sono illimitate, ma oggi noi non possiamo tenere le forze di riserva in attesa che siano chiamate, mentre in Italia, dove si stanno curando in ospedali di guerra anche albanesi feriti dal nemico, hanno un enorme bisogno di aiuto. È vero che tutti sono rinchiusi dentro le loro frontiere, anche Paesi ricchissimi hanno girato la schiena agli altri, ma forse perché non siamo ricchi ma neanche privi di memoria, non ci possiamo permettere di non dimostrare all’Italia che gli albanesi e l’Albania non abbandonano mai l’amico in difficoltà. Questa è una guerra in cui nessuno può vincere da solo. E voi coraggiosi membri di questa Missione per la Vita state partendo per una guerra che è anche la nostra. Oggi noi siamo tutti italiani. E l’Italia la deve vincere questa guerra, anche per noi, per l’Europa e per il mondo intero. Che Dio vi benedica tutti”.

 

Io lo ritraduco così e lo ringrazio con ogni cellula del mio corpo:

Il discorso di Edi Rama NEL LINGUAGGIO COVIDA 19 – CHIAMATA ALLA VITA

“È naturale che trenta medici e infermieri della nostra amata Albania partano oggi per l’Italia che chiede il nostro aiuto per risolvere questa situazione dolorosa. So che questi trenta medici e infermieri contribuiranno a risolvere ciò che sta accadendo dall’altra parte del mare. Laggiù, che ormai è casa nostra da quando l’Italia e le nostre sorelle e fratelli italiani ci hanno salvato, ospitati e adottati in casa loro quando l’Albania versava in dolori immensi. Stiamo cercando tutti la soluzione e le risorse umane e logistiche saranno utili. A poco serve tenere da parte le riserve, adesso bisogna adoperarle al meglio. È vero che tutti sono rinchiusi dentro le loro frontiere, anche Paesi ricchissimi hanno girato la schiena agli altri, ma poiché noi siamo ricchi di memoria, noi dimostriamo all’Italia e agli albanesi che siamo a fianco dell’amico in difficoltà. Questa è una sfida che possiamo vincere tutti insieme. E voi coraggiosi membri di questa Missione per la Vita state partendo per affrontarla insieme ed insieme crescere. Oggi noi siamo tutti italiani. E l’Italia ce la fa, anche per noi, per l’Europa e per il mondo intero. Che Dio vi, ci benedica tutti attraverso ogni nostra singola azione quotidiani al servizio del bene dell’Umanità”.

Buone riflessioni

Angelina Pettinato

psicologa- psicoterapeuta


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4 commenti su “DAL COVID 19 ALLA COVIDA 20: il discorso di Edi Rama in un altro linguaggio

  • Marina

    Straordinaria, man mano che leggevo sempre più interessante e appassionante. Un’analisi profondamente realistica nonché professionale.

  • Loredana

    Grazie per quest’analisi accurata ed approfondita, della spiegazione del potere delle parole e della numerologia e della loro interessantissima interpretazione.
    È bello che qualcuno renda attenti d potere che abbiamo quando ci esprimiamo: SAREBBE OPPORTUNO INSEGNARE TUTTO CIÒ A SCUOLA❣️❣️❣️❣️

    Sonno affascinata dalla semplicità con cui è arrivata al cuore!

    Dal canto mio, mi sto adoperando, in famiglia e con nostro figlio di 11 anni, di usare parole potenzianti, positive, piene di amore…..stiamo facendo l’esperimento del riso di Masaru Emoto.

    Da lei ho imparato molto! 🙏🙏🙏🙏
    Complimenti

    • Angelina Pettinato L'autore dell'articolo

      Amo ciò che faccio e cerco di tradurlo nella semplicità. La semplicità è la strada maestra per trovare tutto quello che stiamo cercando. Masaru Emoto ha aperto tanti varchi e mi ha dato tante certezze per continuare. Sono felice di essere stata utile e grata per le tue riflessioni. ❤️