Perchè non dormo?Questa quarantena mi ha tolto il sonno.


Perchè non dormo? Questa quarantena mi ha tolto il sonno.

È normale che dopo più di un mese di quarantena si avvertano difficoltà legate al sonno sia in termini di addormentamento che in termini di risvegli notturni da cui ne discendono stanchezza sia fisica  che mentale.

Siamo passati, senza volerlo, da una vita frenetica a “respirazione alta”,  ad una improvvisamente ferma. O almeno, questo èstato per buona parte delle persone che hanno perso le loro routine lavorative ed organizzative. Per chi invece, è rimasto “in corsia”, si è triplicato il lavoro, dovendo accelerare i ritmi. In entrambi casi, si è creata una sorta di “trauma da ritmo“.

Da veloci a lenti, da veloci a velocissimi. A ciò si aggiungano le proprie convinzioni su se stessi e il mondo e le preoccupazioni e/o la speranza che nutriamo rispetto ad essi. Quanta ansia in più!

Tutto questo passa attraverso il corpo. Un organismo capace di autoregolarsi grazie alle interazioni con l’ambiente dalle quali trae l’energia necessaria per poter stare “in salute” e consentire di realizzare i piani individuali e collettivi.

Cosa accade, tuttavia, quando tale interazione è sovrastimolata?

Il corpo va sottostress e quindi, in difficoltà nella gestione dell’individuazione degli stimoli, della catalogazione, dell’archiviazione per quelli non utili al momento e della lavorazione immediata per quelli che servono al momento. Questo surplus di lavoro determina un rilascio maggiore di cortisolo e adrenalina, responsabili dello stress e dell’ansia. Mantenute ad un livello normale, consentono di comprendere le difficoltà e tenere l’attenzione il tempo necessario per superarle. Portate ad un livello più alto determinano esattamente il contrario, procurando sensazioni spiacevoli.

Dove proviamo queste sensazioni? Nel corpo. Chi le produce? Noi.

Come le produciamo?

In almeno cinque modi che incidono seriamente sul ciclo sonno-veglia:

  1. Alimentazione inappropriata;
  2. Movimento ai minimi storici;
  3. Respirazione alta in eccesso;
  4. Durata dell’esposizione alle fonti web;
  5. Esposizione a fonti di natura rabbiosa e spaventata.

 

Alimentazione inappropriata: un conto è sperimentarsi in cucina, un altro è trasformarla in fonte di stress alimentare. Un conto è dedicarsi con amore alla preparazione del cibo, un conto è usarlo per passare il tempo. Una delle situazioni più dichiarate sui social è proprio legato al cibo e al suo consumo. Anche qui, vale il principio della sovrastimolazione: se accumulo troppo, l’organismo è costretto a dedicare più tempo al processo digestivo di assimilazione ed eliminazione con passaggio “nel granaio” per i tempi di magra. Questa concentrazione digestiva in surplus rallenta tutte le altre attività, sia automatiche che volontarie. Il fatto che alcune funzioni vitali siano automatiche non significa che siano non interagenti con quelle volontarie. La digestione incide sulla qualità dei nostri pensieri? Si. Incide sulla qualità del nostro sonno? Assolutamente si. Cosa significa? Che bisogna interessarsi del cibo con amorevolezza. Concedersi certamente gli sfizi ma anche considerare che la sedentarietà imposta da questo periodo deve essere controbilanciata adeguatamente per un proseguo sano dell’esistenza.

Movimento ai minimi storici: non si può uscire. Cosa c’entra con il sonno? C’entra perchè sono ridotti l’apporto di ossigeno e il rilascio dell’anidride carbonica con un aumento del ristagno di quest’ultima alla base dei polmoni.  Ma a cosa serve l’ossigeno? Come lo assumiamo?

Viene assunto dai globuli rossi e trasferito dal sangue a tutte le nostre cellule. Il corpo umano ottiene la sua energia attraverso l’incontro tra ossigeno ed idrogeno nei mitocondri cellulari! L’idrogeno viene dato dagli acidi grassi saturi e l’ossigeno dai globuli rossi! Per ossidare un solo grammo di grasso occorrono ben due litri di ossigeno! Con carenza di ossigeno si ha difficoltà a ridurre eccesso di massa adiposa corporea!  Non si dimagrisce!  (fonte: http://www.acquakaqun.it/2018/05/09/ossigeno-fondamentale-per-la-salute-delle-cellule/).

Il movimento ci aiuta a favorire questo processo perchè ci induce a respirare di più e meglio.  Non è una questione di perdita di chili ma di salute. Un’altra prospettiva. Salute fisica perchè psichica. Se l’apporto di ossigeno è appropriato, il mio corpo fisico funziona meglio e questo mi permette di lavorare ad un livello più profondo sui miei pensieri e le mie emozioni, quindi, sul mio destino di essere umano.

Respirazione alta in eccesso. Come sappiamo tutti, la respirazione è fondamentale per la vita. Ci serve per tutto. Coinvolge diversi organi e apporta continuamente ossigeno a tutti i distretti corporei. Attraverso l’inspirazione prendiamo ossigeno, attraverso l’espirazione rilasciamo anidride carbonica.

Sapete che buona parte delle persone usa solo un terzo del potenziale respiratorio?

Sapete che esistono quattro tipi di respirazione?

  • La respirazione alta è quella poco profonda e veloce. Nella sostanza, con essa, inviamo aria solo nella parte alta dei polmoni.
  • La respirazione media invia un quantitativo superiore di aria anche alla parte mediana dei polmoni.
  • La respirazione bassa è quella che coinvolge tutte le porzioni dei polmoni.
  • La respirazione totale è quella più completa perchè coinvolge integralmente i polmoni e tutti i muscoli della gabbia toracica. (fonte:http://www.benessere.com/fitness_e_sport/arg00/importanza_resp.htm)

La prima tipologia (respirazione alta) è tipica nelle attività sedentarie. Esattamente la vita che stanno conducendo da oltre un mese a questa parte milioni di esseri umani. La quarta, quella totale, è quella che bisognerebbe fare per consentire al nostro corpo di adempiere in modo più efficace al suo compito. Ma qual è il compito? Domanda importante. Risposta utile: portarci in uno stato di armonia.

Durata dell’esposizione alle fonti web: probabilmente abbiamo incentivato la nostra presenza social sia come spettatori che come attori. Abbiamo incentivato la durate delle telefonate e delle videochiamate. Forse, stiamo più tempo davanti alla televisione. Se così, dobbiamo sapere che tale comportamento è fonte di stress, a volte consapevole, più volte inconscio. Anche qui, trattasi di sovrastimolazione che appesantisce il corpo nello svolgimento delle sue naturali funzioni.  A ciò si aggiunga il quinto fattore.

Esposizione a fonti a natura rabbiosa e spaventata. Tali fonti possono essere sia dirette che indirette. Avete ad esempio mai pensato alle risate scatenate da video divertenti in cui si prende in giro qualcuno? Ecco, dietro, c’è rabbia, frustrazione, senso di inferiorità, attacco. Passano in modo sottile perchè la forma è estremamente piacevole. Qualche giorno fa ho visto un video nel quale c’erano delle signore con grave obesità sui tapis roulant e passava il messaggio: “noi alla fine della quarantena”. Di primo acchito è divertente ma chi pensa alla presa in giro di quelle donne? E chi se ne frega? Dovremmo pensarci, invece, perchè è un’esposizione divertente a qualcosa che, accumulata con altro, incide in modo serio sull’autoregolazione, vale a dire, sull’intelligenza innata del nostro corpo. Questo non significa, abolizione dei video divertenti ma anche in questo caso, scelta di quelli che a livello sottile passano pure rabbia o paura ma con un intento realmente evolutivo e non distruttivo.

L’esposizione a fonti di natura rabbiosa e spaventata, un’alimentazione inappropriata, movimento ai minimi storici, una respirazione alta in eccesso e una durata eccessiva dell’esposizione alle fonti web incidono sul ciclo sonno-veglia?

Certamente si. 

A cosa serve dormire?

Dormire serve a rigenerarsi. Regola la rigenerazione del corpo e del cervello. Permette di eliminare tossine del metabolismo. Incidono sia la quantità che il ritmo. Se perdiamo il sonno, il nostro corpo va sotto stress. Perdiamo in qualità di vita e di pensieri e questo non fa altra che generare ansia, preoccupazioni e i loro correlati. Ne cito alcuni:

  1. abusi alimentari;
  2. persistenza di pensieri negativi;
  3. amplificazioni di rabbia, paura e tristezza;
  4. innalzamento della frustrazione e dell’intolleranza;
  5. abbassamento della speranza;
  6. apatia e immobilità;
  7. perdita dell’elasticità relazionale;
  8. difficoltà nella convivenza civile;
  9. perdita di interesse;
  10. riduzione della creatività e della pianificazione;
  11. maggiore tasso di aggressività e irritabilità;
  12. disfunzioni fisiche e perdita della libido;
  13. autoisolamento e abbandono agli automatismi di base;
  14. sfasamento del metabolismo;
  15. scollamento delle reti sociali.

Cosa possiamo fare per migliorare il sonno e in generale, la qualità di vita?

  1. fare più sessioni di respirazione totale. Potete trovare diversi esercizi sulla rete e/o chiedere consiglio al vostro trainer;
  2. curare l’alimentazione amorevole: si agli sfizi ma due volte si ad un nutrimento appropriato che tenga conto del livello di sedentarietà del momento e del metabolismo individuale;
  3. ridurre la durata della presenza virtuale;
  4. crearsi circuiti di allenamento casalinghi che consentano di controbattere alla sedentarietà forzata;
  5. alimentare la speranza, non illusione ma competenza che ci permette di pianificare i nostri obiettvi, applicare le strategie cognitive ed emotive appropriate per raggiungerli, agire nel migliore dei modi;
  6. costruirsi dei rituali per lasciare andare i pensieri negativi e rilassarsi.

Quali sono gli ingredienti fondamentali?

La volontà. Nessuna tecnica, nessun metodo funziona se non ci metti dentro la volontà e con essa la perseveranza. Come si coltivano? Avete presente i fattori che vi ho spiegato? Ecco, in quel modo a livello basic!

A presto

 

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