TI AMO A MODO MIO: quando un uomo e una donna non si capiscono più.


TI AMO A MODO MIO: quando un uomo e una donna non si capiscono più.

 

Seguo diverse coppie e diverse persone che hanno problemi con il loro partner. Non è quasi mai una questione di sentimento ma più di convincimento. Arrivati ad un certo punto ci si convince che esiste una sola strada, quella che riesci a vedere, e solo quella. Si perde di vista che il viaggio dello stare insieme porta con sé una mappa fatta di diverse vie e diversi traguardi. Eppure ci si irrigidisce e si pretende dall’altro che si comporti per come si ritiene sia giusto. All’improvviso “il giusto” ha delle caratteristiche specifiche la cui violazione comporta “la perdita del grado di amore”.

Dacchè si comunicava da Dio, ci si comprendeva con un cenno, ci si sentiva a distanza, ci si respirava ad un livello disarmante di profondità, ad un certo punto, si perde questo potere alchemico e subentrano convincimenti strani che allontanano l’uno dall’altro.

Si perde la mappa e nel provare a ricostruirla ognuno mette solo ciò che ricorda della sua e se in un dato momento uno dei due è più forte, conduce perdendo di vista che lo stare insieme comporta una co-conduzione.

All’inizio della conduzione univoca l’altro si lascia guidare finché non avverte un senso di passività che non riesce a reggere. A quel punto vuole condurre ma “il più forte” non vuole più lasciare la guida per paura che ci si perda di nuovo. Inizia un conflitto che porta fuori strada.

Esausti hanno due opzioni:

  • Ognuno per sé;
  • Insieme a costruire una mappa in cui si mettano dentro tutti i bisogni.

È chiaro che questo comporta un lavoro individuale, una presa di coscienza di essere una persona alla pari, né inferiore né superiore, capace di realizzare i propri obiettivi e di costruire ciò che necessario per sentirsi soddisfatti. Accade spesso che ciò comporti una contropartita fisica, fisiologica. Insorgono di frequente disturbi sessuali sia nell’uomo che nella donna.

RICORDA: UN SINTOMO FISICO HA SEMPRE UN SIGNIFICATO EMOTIVO-PSICOLOGICO PERCHè IL CORPO ESPRIME CIò CHE L’ANIMA SENTE.

Bisogna “uccidere i fantasmi”, riannodare le certezze utili, rinforzare la rete e procedere con maggiore sicurezza.

Nel fare questo gli uomini e le donne possono adottare approcci diversi.

L’uomo si ritira nella caverna, la donna parla: è questo quello che sostiene John Gray, autore di uno dei libri sui rapporti di coppia più venduti al mondo e di cui caldeggio fortemente la lettura per un lavoro di consapevolezza profonda: “Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere”.

 

Secondo questo autore esistono diversi tipi di amore tra uomini e donne:

 

  1. Sollecitudine;
  2. Comprensione;
  3. Rispetto;
  4. Devozione;
  5. Rassicurazione.

Secondo questo autore una DONNA è più sensibile a questi bisogni. Una donna quando esprime i propri sentimenti non cerca soluzioni ma rassicurazione e comprensione. Vuole solo essere ascoltata con devozione, sentire che il suo compagno, in quel momento è lì per lei.



  1. Fiducia;
  2. Accettazione;
  3. Apprezzamento;
  4. Ammirazione;
  5. Incoraggiamento.

Un UOMO ha bisogno di sentire che la sua compagna ha fiducia in lui, che lo accetta per quello che è e lo apprezza per quello che fa. Desidera che sia ammirato e incoraggiato.



Quando questi bisogni non vengono riconosciuti lui si ritira nella caverna e lei si rifugia nella parola, in quei contesti emotivi in cui si senta ascoltata (amiche, professionisti, genitori, sorelle, fratelli). Questo può portare due persone che si amano ad allontanarsi e a perdersi.



Ho consigliato ad una persona che seguo di ritornare nella dimensione iniziale del rapporto quando era spontaneo per entrambi soddisfare tutti questi bisogni e di recuperare quel codice linguistico (gesti e parole) che le ha permesso di comprendere che lui fosse il suo compagno, quello con cui costruire un percorso di vita comune.

Le ho detto: “per questa settimana ritorna fidanzata e recupera quella dimensione di comunicazione”.

Le coppie spesso si scoppiano proprio perché perdono questa dimensione.

Lei vuole parlare.

Lui vuole stare in silenzio.

Lei vuole spiegazioni.

Lui vuole tempo.

Lei vuole essere ascoltata.

Lui vuole dare soluzioni.

Entrambi si sentono mortificati dalle azioni dell’altro.


Vengono intaccati valori portanti di ognuno al punto da poter diventare l’uno nei confronti dell’altro chi mai si sarebbe voluto diventare. In fase di attacco per difendersi, si può davvero toccare il basso ed offendere molto la dignità dell’altro ottenendo almeno due gravi conseguenze:

  • Deludere chi ami;
  • Deludere te stesso per essere stato come in realtà tu non sei.

 

Bisogna rispettare le diversità di veduta e di approccio alla vita e cercare di tenere conto dei tempi e degli spazi emotivi dell’altro entrando in una dimensione di negoziazione per cui ci si viene reciprocamente incontro. Quando accade questo si ripristina l’alchimia e si abbandonano condotte di “empatia zero ed egoismo 1000” che fanno perdere il senso dello stare insieme.

 

Empatia zero ed egoismo 1000” è una condotta che risponde al convincimento: “da adesso in poi prima vengo io, i miei bisogni, i miei tempi, i miei spazi e poi gli altri”. Un’esacerbazione di questo fa si che si perda totalmente il senso dell’altro: cosa prova, cosa vive, cosa sente. E ciò determina una perdita di contatto con una realtà emotiva dalla quale in realtà si attinge un grande nutrimento spirituale.

Si sviluppa una sorta di indifferenza (che è poi non è altro che una forma di sofferenza, spesso tra le altre cose espressa ma non sentita per davvero). L’altro diventa un oggetto: “ne ho bisogno lo contatto, non ne ho bisogno non lo contatto”. A ben vedere questa condotta non appartiene a quella persona ma diventa un abito da indossare per proteggere il nucleo centrale di se stessi: “poiché mi sento attaccato, non voglio più soffrire, chiudo”.

È come se ci si mettesse in posizione fetale, nel grembo materno e ci si ovattasse con la placenta da possibili attacchi.

A quel punto “l’amore” si è trasformato “in odio”, il campo dell’amore si è trasformato in un campo di guerra e in quello stato ognuno pensa a sganciare bombe, a sparare, ad annichilirsi onde svegliarsi alla fine della battaglia e ritrovarsi entrambi mutilati e con un pugno di mosche in mano.

COSA FARE?

Quando sei con lei/con lui chiediti se stai davvero comprendendo il suo bisogno e se lui/lei sta comprendendo il tuo e se sei disposta/a a fare qualcosa (a volte piccolissimi gesti) per comprendersi di più.

 

Chiediti se vale la pena investire nella dimensione alchemica che ti ha fatto scegliere lei/lui e cosa sei disposto a fare per ripristinare la spontaneità dello stare insieme fatto di microgestualità così potenti da farti sentire a casa ogni volta che venivano messe in atto.

 

Chiediti quali benefici provavi nello stare lì in quello spazio alchemico, in che modo ti aiutavano a crescere, evolvere; in che modo stimolavano la tua creatività, la tua eccitazione, il tuo entusiasmo.

Chiediti come potrebbe essere la tua vita senza quello spazio.

Chiaramente, se con grande onestà nei tuoi confronti, le risposte sono: “è stato un momento prezioso ma solo un momento, i benefici che ne ho tratto sono stati tanti ma non sono una leva per costruire e la mia vita senza quello spazio è più viva, vibrante e libera”, c’è una sola cosa da fare e cioè chiudere e passare oltre senza più voltarsi indietro. Ed anche questo ci può stare.

 

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